05 marzo 2007

UDF TICINO SCHEDA NR 6


Pietro Brenna vi invita a votare la scheda intestata all’Udf ticino, la scheda numero 6 per i seguenti motivi:

Chi si interessa minimamente di politica si rene conto che la situazione del nostro Cantone, ma anche di tutta la Nazione è estremamente complicata e 7 milioni di persone che abitano assieme e cercano di vivere al meglio delle loro possibilità, se non si danno delle regole e non le rispettano, finiscono per applicare la legge del più forte. Invece Cristo ci insegna di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.
Per questo le leggi vanno fatte partendo da questa fondamentale.

Inoltre vi sono elementi esterni che influiscono sull’andamento del Paese, di cui molti assolutamente imponderabili.

MA:

PROVERBI 2:7 EGLI TIENE IN SERBO PER GLI UOMINI RETTI UN AIUTO POTENTE, UNO SCUDO PER QUELLI CHE CAMMINANO NELL'INTEGRITÀ, ALLO SCOPO DI PROTEGGERE I SENTIERI DELLA GIUSTIZIA E DI CUSTODIRE LA VIA DEI SUOI FEDELI.

Premetto che tutti i problemi di cui si fa gran dibattere in questi giorni ( esplosione costi salute e socialità, sicurezza, pace del lavoro,…) hanno un origine molto lontana, e precisamente nel peccato originale. I nostri peccati non fanno che aggravare la situazione, ma per nostra fortuna Dio ha già provveduto ad una soluzione su misura per ognuno: il suo Figlio Gesù Cristo.

Sta a noi applicare questa soluzione e dare a Dio la possibilità di agire, nelle nostre vite come nella società.

L’Udf Ticno si prefigge appunto di dirigere la società lungo un sentiero in cui Dio trovi lo spazio di operare per il bene del suo popolo.

VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE IN SVIZZERA

Nel messaggio del Consiglio Federale relativo alla nuova costituzione federale del novembre 1997 è stato scritto, riguardo al preambolo “In nome di Dio Onnipotente”, un testo esplicativo del seguente tenore: “Considerando le diverse religioni e concezioni del mondo, questo potere non deve essere inteso solamente in un’ottica cristiana; lo Stato non deve dichiarare vincolante una determinata fede, ma ognuno può dare un senso personale a “Dio Onnipotente”.
...
Per quanto riguarda le conseguenze sono fin troppo evidenti: nel dicembre 1999 la tempesta Lothar, il 2001 l’anno delle catastrofi con l’incendio del tunnel del Gottardo, la follia omicida nel parlamento cantonale di Zugo e il fallimento di Swissair; nel 2002 l’approvazione della “soluzione dei termini”; nel 2005 la nuova legge federale sull’unione domestica registrata, e da quel momento anche le ricorrenti inondazioni dalla portata fino ad allora quasi sconosciuta. Giudico questa serie di catastrofi nazionali prima sconosciute nella recente storia della Svizzera e l’allontanamento dai precetti di Dio subito dopo, e a seguito dell’approvazione della nuova costituzione federale come una risposta ammonitrice da parte di Dio. Sono giunto alla conclusione che nel 1999 sia crollata una colonna decisiva per la benedizione di Dio sulla nostra nazione e che da allora ne stiamo subendo le conseguenze, e che ciò diventerà sempre più evidente. Vi ricordo che siamo noi come popolo che scegliamo la benedizione o la maledizione !

Markus Schildknecht


Versione integrale

o semplicemente scorrere fino al post del 3 agosto 2006 (sempre in questo blog)

22 febbraio 2007


Perché noi dell’UDF Ticino desideriamo fare della politica “Cristiana”?

Non mi illudo che siano in molti a chiederselo, ma certo vale la pena rispondere anche se vi fosse solo una ristretta cerchia di interessati. Ho passato i ¾ della mia vita a chiedermi quale fosse il senso della stessa e ho finito per capire che viviamo per fare la volontà di Dio. Dio vuole il meglio per noi e vuole che diamo il meglio di noi stessi; questa è la mia esperienza e ritengo che non vada censurata o esclusa dalla vita pubblica per il fatto che si basa su una fede non condivisa da tutti. Se voglio partecipare al dibattito politico di questa comunità eterogenea dichiarando che vi sono principi ai quali bisogna attenersi e altre cose da evitare lo faccio perché queste regole funzionano nella mia vita e non c’è ragione per cui non possano funzionare anche per altri. Naturalmente sta a me proporli, e io scriverei: a chi lo desidera, adottarli. Se questi poi coincidono con quelli della Bibbia sta in un secondo tempo ad ognuno di approfondire tutti gli aspetti connessi.
Lo Stato sta rivelando sempre più i suoi limiti nel gestire una situazione vieppiù complessa, in cui a farla da padroni sono gli interessi economici. È chiaro che l’affermazione che sto per fare è molto forte ma penso che non ci sia niente di male se anche lo Stato chiede aiuto. Sono convinto che se fossimo in una situazione di crisi tipo una guerra, una siccità o una catastrofe naturale, molti politici di fronte alla loro impotenza non esiterebbero a lanciare un appello alla preghiera (ne è un esempio l’istituzione, a suo tempo, da parte delle autorità federali del giorno di digiunofederale). Allora perché aspettare che le cose precipitino? La classe dirigente deve dare l’esempio ed esortare il popolo ad una vita più santa.
Per concludere vorrei far riflettere che in definitiva il nostro destino non è unicamente nelle nostre mani, e che ubbidire al nostro Creatore non può che aumentare le nostre possibilità di tramandare alle generazioni future un mondo a misura d’uomo
Pietro Brenna
Segretario UDF Ticino
Candidato al Gran Consiglio

gentilmente pubblicato dal Corriere del Ticino

L'uomo di punta...

Ringrazio sentitamente “La Regione” che mi definisce “l’uomo di punta dell’UDF Ticino”, elogio attribuitomi senza speciali meriti; in effetti, a parte redigere i verbali delle nostre riunioni di comitato, e scrivere qualche lettera ai giornali non penso, senza falsa modestia, di avere giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del partito in Ticino. In quanto alla collocazione “decisamente a destra” non mi sento urtato, ma penso che vada interpretata nel suo vero significato, e cioè che noi sediamo alla destra del Padre. Questa è la destra che ci piace assumere ed è proprio da lì che intendiamo dare al Ticino la vera forza di cui avrà bisogno negli anni a venire. La forza dei nostri antenati, che dalle cave di Brione Verzasca portarono fino in Piazza Indipendenza quel bellissimo obelisco che tutti noi oggi rimiriamo all’ombra dei tre castelli. Gente che era costretta a sacrifici immensi, ma che non è mai stata abbandonata da Dio proprio perché lo rispettava. Ed è ciò che ci prefiggiamo: infondere ai nostri giovani la consapevolezza delle loro radici, storiche, culturali e dei valori che per due millenni hanno retto l’Europa. I tempi si faranno più duri, e il lusso di questo inizio millennio diverrà presto un ricordo; se sapessimo quale è il valore della vita metteremo da parte gli interessi personali e lavoreremmo di comune accordo per la pace e l’avanzamento della civilizzazione. Purtroppo non è sempre il caso: un complimento, ma questa volta ironico, lo faccio ai redattori de “Il Diavolo” che mettono in ultima pagina il disegno di Elena, 9 anni, raffigurante il loro emblema. Io prego per questa bambina, che possa scoprire l’infinito amore che Dio ha per lei.

gentilmente pubblicato il 24.2.07

19 febbraio 2007

L’UDF Ticino, partito della Bibbia.

L’articolo apparso su questo quotidiano (GdP) all’indomani della nostra conferenza stampa, parla di noi come di un partito che si basa sull’interpretazione letterale della Bibbia “con tutto quello che ne consegue”, come se questo volesse dire la reintroduzione della lapidazione per le persone trovate in stato di adulterio, o l’amputazione delle mani ai ladri. Siamo realisti per favore, noi interpretiamo letteralmente la Bibbia quando dice che non vi è alcun mediatore tra Dio e gli uomini all’infuori di Gesù Cristo, o ancora quando dice in Proverbi 6:16 “Sei cose odia il SIGNORE, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spargono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corrono frettolosi al male, il falso testimone che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli.”
Cosa conta la nostra inesperienza, non siamo avvocati o notai, ma vogliamo che attraverso il nostro esempio chi è in grado di fare del bene lo faccia, e se potremo partecipare alle prese di decisioni lo faremo sempre con una guida chiara tra le mani, dove il bene e il male sono distinti da un abisso incolmabile. Siamo “fondamentalisti” perché abbiamo un fondamento e non scenderemo a compromessi su temi che toccano la vita, la famiglia, l’aiuto ai più demuniti e il rispetto delle libertà fondamentali, il che per inciso, non vuol dire consentire qualsiasi tipo di comportamento.
Senza togliere il merito a chi già si impegna per un mondo migliore, vogliamo sottolineare l’importanza di ciò che accade nel mondo spirituale e che finalmente l’ultima parola spetta a Dio; come potrà Egli continuare a proteggere la Svizzera dal momento che essa si allontana sempre più da Lui, promulgando leggi che vanno contro la sua inappellabile giustizia, e tollerando pratiche che attentano alla vita umana? Per finire due parole sul capitalismo: è vero che grazie alla nostra ricchezza possiamo vantare un discreto rispetto dei diritti dell’uomo, ma tendiamo purtroppo a diventare schiavi del mercato che crea in noi dei bisogni che dieci anni fa non avevamo ( la TV sul telefonino per fare un esempio); allora qualche limite andrebbe pure posto anche perché le risorse naturali non sono infinite, ma chi ha il coraggio di pigiare sul freno con misure impopolari?

Pietro Brenna
Segretario UDF Ticino
Candidato al Gran Consiglio

Cortesemente pubblicato da GdP il 22.2.07

04 dicembre 2006

Caterina Da Siena

Caterina era di origini popolane: nata a Siena nel lontano 1347, era figlia di un modesto tintore, insieme con altri ben venticinque fra fratelli e sorelle. Del tutto priva di istruzione, al punto di non saper né leggere né scrivere, Caterina fu in grado di svolgere un'azione incisiva fino alle più alte autorità della politica e delle istituzioni civili ed ecclesiastiche di allora, come riporta la ricca bibliografia ed iconografia su di lei, al fine di riportare la concordia e la pace fra i popoli. Caterina inoltre non era certo favorita dal suo stato femminile, in un'epoca dove le donne non erano per nulla considerate (solo sei secoli dopo sarebbe comparsa la parola "femminismo"). Eppure questa giovane di così modeste condizioni raggiunse, nei brevi trentatre anni di vita terrena che le furono concessi, vertici che ancora oggi ci sorprendono: toccò le vette della perfezione spirituale, fu chiamata maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui si annoverano illustri teologi, docenti universitari, nobili di elevata cultura. Fu ricevuta ed ascoltata da Papi, Cardinali, sovrani e capi di stato dell'intera Europa. Riuscì ad ottenere il trasferimento della sede papale in Roma, dopo settant'anni di esilio avignonese. Riuscì a rappacificare Firenze con lo Stato Pontificio, da tempo in guerra fra loro, gettò le basi per la riforma della Chiesa, difese efficacemente il pontificato nel Grande Scisma d'Occidente, esortò l'Europa, lacerata da guerre fratricide, ad unirsi nel nome di Cristo. È un fatto "miracoloso" che una donna, di origini plebee, potesse nel lontano secolo XIV intrattenere una corrispondenza politica con i potentati del tempo, ai quali si rivolgeva con tono di fermo comando, pur senza nulla perdere della sua abituale umiltà: la sua eloquenza era visibilmente dettata da quell'Amore che rende accettabili perfino le più concitate invettive.